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Venerdì, 28 Luglio, 2017

ONLUS "GIUSEPPE FRANZA - ELIO MATACENA" PROGETTI AMMESSI A FINANZIAMENTO ANNUALITA' 2016/2017

Sono sei i progetti finanziati dalla Onlus “Giuseppe Franza-Elio Matacena” per l’annualità 2016/17.

I cinquecentomila euro della dotazione sono stati assegnati dal Consiglio di Amministrazione - su segnalazione del Comitato Tecnico - Scientifico composto dal Rettore dell'Università di Messina Pietro Navarra, dal prof. Emerito di diritto del lavoro Mario Rusciano, dal Prefetto Santi Giuffrè, dal prof. Emerito di diritto amministrativo Nazareno Saitta, dal Rettore dell'Università di Reggio Calabria Pasquale Catanoso - dopo un attento lavoro di valutazione delle 58 proposte pervenute  sul tema del “lavoro come veicolo primario di promozione della dignità dell'uomo”.

Un tema sensibile nel nostro contesto, scelto l’anno scorso dal prof. Francesco Vermiglio, presidente della Onlus, e dalle dott.sse Gabriella Ferrari Bravo e Helga Franza, componenti del Cda.

I sei progetti premiati sono stati presentati da realtà impegnate nel sociale nei territori siciliano e calabrese, nei quali il Gruppo Caronte&Tourist affonda le proprie radici da oltre cinquant’anni.

Ecco nel dettaglio i sei progetti finanziati:

L’associazione “Nati per la vita” realizzerà in collaborazione con l’Università di Messina-Facoltà di Psicologia, il centro diurno “Carmelo Arigò” per lo sviluppo del progetto di vita di bimbi e ragazzi autistici. Nella struttura saranno accolti pazienti che saranno assistiti attraverso un percorso propedeutico alle cure previste nella fase di prima diagnosi.

Sarà la prima struttura specializzata nel settore presente sul territorio messinese e avrà lo scopo di migliorare il livello sociale e l’integrazione dei soggetti affetti dal disturbo.

“Un mare di occasioni” è il progetto finanziato alla cooperativa sociale S. Maria della Strada, che opererà in collaborazione con la Caritas diocesana e la Legacoop Messina per il reinserimento lavorativo di persone in grave stato di disagio. I destinatari saranno uomini e donne sia italiani che

 

stranieri, provenienti dal circuito penale, soggetti con problematiche psichiche e fragilità sociali, donne sole e ragazze madri, senza fissa dimora e in situazioni di povertà estreme.

L’obiettivo è la valorizzazione delle capacità personali, attraverso l’avvio di concrete opportunità lavorative grazie all’utilizzo di alcune potenziali risorse interne alla cooperativa nell’ambito turistico- ricettivo e agro-zootecnico.

“Villa Santa Maria”, una tenuta di 10 ettari ricchi di agrumeti, vitigni e uliveti, è poi il cuore della proposta dei padri Rogazionisti dell’istituto “Antoniano”.

Utilizzando le potenzialità della struttura saranno avviati diversi percorsi formativi a favore di giovani segnalati dai servizi sociali o dallo stesso istituto “Antoniano” finalizzati alla successiva produzione e vendita di prodotti biologici.

Inoltre, uno degli edifici presenti all’interno della tenuta sarà utilizzato per la prima accoglienza di nuclei familiari in gravi difficolta, ai quali sarà garantito un sostegno psicologico e un aiuto concreto per la ricerca di un nuovo lavoro.

Cercare di incentivare l’autonomia  e l’empowerment di giovani e adulti di ambo i sessi vittime di processi di marginalizzazione e invalidazione psichiatrica, è il progetto “ Vita Loca” dell’Associazione Penelope.

Con la collaborazione del “Comitato Iniziativa Psichiatrica” e della cooperativa sociale “Cuore Matto”, sarà avviata la “separazione consensuale” da ambiti familiari e sociali che risultano inadeguati e saranno organizzati a favore di 8 soggetti (4 uomini e 4 donne) corsi di autonomia lavorativa che riducano ricadute e ricoveri.

Attraverso sei tirocini formativi (che avranno come sede aziende dell’area turistica e della ristorazione già convenzionate con l’associazione), l’inserimento mirato e sperimentale nell’ambito dei servizi dell’associazione, le attività di supporto a cura dei volontari del “Comitato Iniziativa Psichiatrica”, i destinatari saranno accompagnati in itinerari di autonomia sociale e lavorativa.

Alle donne ma soprattutto alle mamme in difficoltà è rivolto il progetto “Donne operose e tessuti di speranza”, presentato dall’associazione reggina “Zedakà”.

All’interno della casa di accoglienza “Reghellin” sarà realizzato un laboratorio di maglieria, cucito e ricamo per la produzione di articoli per neonati e primissima infanzia, biancheria per la casa e oggettistica.

Sono previste sei borse lavoro per altrettante donne, finalizzate a fornire un aiuto concreto per far fronte alle spese per la sussistenza primaria, superando così le condizioni che mettono a gravissimo rischio lo sviluppo adeguato dei minori.

Collaboreranno con l’associazione le cooperative sociali “Soleinsieme”, che gestisce una sartoria sociale e un’impresa di pulizia in cui sono impiegate donne sotto la soglia di povertà, l’associazione “Collina del sole” con attività nel settore agricolo -artigianale la “Comunità S. Arsenio” che opera nell’ambito agricolo con laboratori didattici e ospitalità.

Regalare alle persone disabili un’avventura unica: la possibilità di vivere all’area aperta, immersi nella natura del parco Gambarie d’Aspromonte. Il progetto “Pass” presentato dall’Associazione temporanea di scopo “Avventura solidale” punta infatti a oltrepassare i limiti concettuali del parco avventura generalmente destinato a persone normodotate, coinvolgendo le famiglie dei soggetti disabili a cui è rivolto e offrendo anche un’opportunità lavorativa alle categorie protette.

Il parco offrirà la possibilità di praticare attività di vario genere sia nel periodo estivo che in quello invernale con il supporto di operatori socio sanitari, guide, esperti e volontari sfruttando un punto di forza: la possibilità di usufruire dei percorsi indipendentemente dalla disabilità.

 “Avventura solidale” ribalta il concetto di inclusività. Anche il soggetto normodotato può utilizzare le strutture e i servizi evitando così la separazione delle categorie compatibilmente con le differenti tipologie di disabilità (motoria, visiva, psichica) o di sindrome.

La presenza di operatori socio-sanitari e medici garantirà la massima sicurezza garantendo ai disabili, ai bambini e agli anziani l’accesso alle strutture, mezzi e attività appositamente concepite.